FORME NELLA LUCE

Francesca Mora

Olivo Barbieri, Viale Enrico Cialdini, Modena, 1994, Galleria civica di Modena

“I nostri occhi sono fatti per vedere forme nella luce: luce e ombra rivelano queste forme; cubi, coni, sfere e cilindri o piramidi sono le grandi forme primarie che la luce rivela al meglio. La loro immagine sta dentro di noi, distinta e tangibile, priva di ambiguità. È per questo che sono forme belle, le forme più belle in assoluto”.

Messe in relazione alla fotografia le parole di Le Corbusier si caricano di nuovi significati. “Forme nella luce” emergono proprio dagli oltre quaranta scatti provenienti dalla collezione della Galleria civica di Modena, raccolti nella mostra Macchine per abitare, in cui brani di città e dettagli di singoli edifici creano un ragionamento sulla fotografia d’architettura, legata, in particolare, al tema dell’abitare.

In realtà, gli autori selezionati non sempre appartengono al novero di coloro che hanno dedicato all’architettura un’attenzione esclusiva o predominante. Insieme agli ‘specialisti’ sono quindi presenti in mostra fotografi che semplicemente si pongono di fronte all’architettura come ‘luogo del quotidiano’, e instaurano un dialogo con essa, interpretandola da nuovi punti di osservazione.

Sul versante italiano, accanto a esponenti della scuola emiliana come Franco Fontana, Luigi Ghirri e Olivo Barbieri, troviamo Mimmo Jodice e i più giovani (nati intorno al 1960) Marco Zanta e il duo Andreoni_Fortugno.

Non mancano, dunque, le ‘trasfigurazioni del reale’ di Fontana, dove il processo di astrazione riduce i particolari architettonici in pure campiture cromatiche, e le spiazzanti prospettive centrali di Ghirri, che eternano le architetture di Paolo Portoghesi e Aldo Rossi. Quest’ultimo, non a caso, dichiarerà: “le foto di Ghirri, della mia opera come del mio studio, sono quel qualcosa di nuovo che solo l’artista conosce. E io vedo in esse qualcosa che cercavo senza trovare”.

Tra le immagini di Olivo Barbieri una citazione dalle rielaborazioni digitali di site specific_Modena 08, i famosi notturni modenesi e le ‘illuminazioni artificiali’ di metropoli asiatiche come Tokyo, Osaka e Hong Kong degli anni Novanta.

A Modena appartengono le facciate di palazzi storici ripresi da Mimmo Jodice, alle quali si affiancano due recenti acquisizioni, scatti dedicati all’Università della Calabria progettata da Vittorio Gregotti.

Nel ciclo Tracce 2 (2000/2001) risuonano le parole di Luca Andreoni e Antonio Fortugno: “non sono i luoghi estremi, o diversi, o curiosi, o magici ad interessarci: sono i posti che non si vedono. I posti che tutti riconoscono, quelli nei quali ci sentiamo a casa”. Diverso è invece il discorso di Marco Zanta, il quale considera la fotografia “un modo straordinario per fare ordine sull’architettura e sul paesaggio urbano”.

Sul fronte internazionale vengono presentate icone newyorchesi come l’Empire State Building, reinterpretato dallo sguardo ‘imprevedibile’ di André Kertész e la fotografia aerea di Marilyn Bridges che mitizza in un’immagine spettacolare il Chrysler Building; dal Giappone gli effetti speciali di Naoya Hatakeyama e la più intimista ricerca di Jun Shiraoka.

Il rapporto fotografia-architettura, non è una questione per soli fotografi. Il punto di vista degli architetti viene espresso dagli obiettivi di Ico Parisi e Paolo Portoghesi, laddove si possono osservare del primo un’immagine della propria residenza di Como e uno scatto proveniente dal lavoro commissionato da Giuseppe Terragni (suo maestro), per il numero unico di “Quadrante” dedicato alla Casa del Fascio (1937); del secondo le immagini delle proprie realizzazioni romane e dei progetti in forma di modellino.

Proiettate all’interno della mostra compaiono come ‘classici’ della fotografia di architettura l’indagine fotografica sul centro storico di Modena realizzata da Paolo Monti nel 1973 (fondo della Biblioteca civica d’arte e architettura “Luigi Poletti” di Modena), e il documentario di Eric Bricker Visual Acoustics: The Modernism of Julius Shulman, dedicato al fotografo americano dell’architettura moderna e narrato dalla voce di Dustin Hoffman.

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