IMMAGINARE E DISEGNARE LO SPAZIO

Gabriella Roganti

Carlo Aymonino, Un progetto per Firenze, 1977, Galleria civica di Modena

La raccolta di disegno della Galleria civica di Modena, a venticinque anni dalla sua costituzione, è giunta a contare quasi 2000 fogli, senza considerare i fondi monografici.
Sono quindi ampiamente motivate le ricognizioni che, dapprima saltuariamente, da alcuni anni con maggiore organicità vengono realizzate allo scopo di presentare al pubblico un patrimonio così ampio.
Questa occasione espositiva, Macchine per abitare, dà l’opportunità di esporre fogli che attraverso studi d’architettura e visioni urbane rendano testimonianza delle elaborazioni progettuali di alcuni tra i più importanti architetti italiani del secondo Novecento.
Entrate a far parte della raccolta, in prevalenza a seguito di mostre organizzate nel decennio 1983-1993 tese a documentare alcune tra le più innovative esperienze nell’ambito dell’architettura contemporanea, sono esposte nelle sale di Palazzo Santa Margherita oltre quaranta opere.
Di Aldo Rossi (Milano 1931-1997), autore di originali ed intensi disegni architettonici, in cui al rigore delle soluzioni tipologiche e costruttive viene affiancato un ritorno ad una ‘bellezza’ compositiva che in quegli anni sembrava dimenticata, sono presentati quattro disegni: uno studio del 1975 per il cimitero di Modena – una tra le architetture italiane più discusse del secondo Novecento – uno studio a china per l’area di Fiera-Catena a Mantova e uno per l’area portuale Kop van Zuid a Rotterdam del 1982, un “capriccio architettonico” dedicato a Modena, realizzato in occasione della mostra tenuta alla Palazzina dei Giardini nel 1983.
Ancora una serie di quattro fogli, datati dal 1986 al 1989, documenta la presenza in collezione di Guido Canella (Bucarest 1931-Milano 2009), a seguito della mostra allestita nel 1984. Si tratta di disegni che, in un processo creativo unitario, coniugano un uso primario delle tecniche di rappresentazione geometrica con un funzionale indugio descrittivo e plastico della forma.
Anche Paolo Portoghesi (Roma, 1931) a seguito della mostra tenuta nel 1985, donò quattro piccoli disegni di raffinata fattura. Si tratta di schizzi, come tratti da fogli di taccuino, dal segno rapido ed elegante, in cui le architetture moderne, abbozzate, echeggiano il passato, con richiami a sinuosità barocche.
A Ico Parisi (Palermo 1916-Como 1996) a cui la galleria ha dedicato due mostre nel 1990 e 1994, si deve la donazione di un ricchissimo fondo di bozzetti, studi, progetti, fotografie e documenti (oltre 3000 pezzi) che ben testimoniano della sua fertile produzione in ambito creativo ed inventivo. Riconosciuto come uno dei personaggi di maggior spicco e originalità nel campo dell’architettura contemporanea, è stato autore di celebri edifici, di prodotti di design, ma soprattutto di straordinarie sperimentazioni, anche utopistiche, operando ai confini delle soglie disciplinari, spesso in collaborazione con artisti e intellettuali. Per la mostra sono stati selezionati a titolo esemplificativo fogli da tre nuclei: schizzi per il progetto abitativo, mai realizzato, Operazione Arcevia (1973-1976) – a cui collaborò, tra gli altri, l’artista venezuelano Jesus Rafael Soto di cui si espone per la prima volta lo schizzo per una fontana interattiva –, alcuni bozzetti per il completamento della facciata del museo Guggenheim di Venezia (1984), una decina di tavole immaginifiche dalla serie Grattacieli del 1986.
Dell’architetto e designer Andrea Branzi (Firenze 1938) esponente del gruppo Archizoom, in cui all’attività pratica si intreccia una riflessione critica sul progetto e sulle relazioni tra questo e il contesto socio-tecnologico, vengono presentate alcune eliografie del 1969 e un paio di serigrafie relative al progetto di ristrutturazione della Galleria d’arte moderna di Arezzo (1988).
Non poteva mancare la presenza di Carlo Aymonino (Roma 1926-2010), uno dei protagonisti indiscussi della riflessione sullo sviluppo della città moderna, cui la galleria ha dedicato una mostra nel 1991 e di cui conserva un disegno a inchiostro nero.
Benché non classificabili come studi d’architettura sono presenti in mostra due disegni, uno di Marcello Jori (Merano 1951), l’altro di Remo Gaibazzi (Parma 1915-1994), che traducono il segno progettuale in composizioni grafiche nelle quali il paesaggio urbano si carica di tensioni emotive.
A testimonianza della qualità del loro intenso lavoro svolto nell’ambito dell’architettura, dell’urbanistica e del design anche a livello internazionale, vengono infine dedicate due sale a Cesare Leonardi e Tullio Zini. Del primo si presenta una selezione di 7 tavole che l'autore concederà in deposito con termini e modalità che saranno concordati con la Soprintendenza Archivistica dell'Emilia- Romagna; del secondo sono esposte 28 carte (dal 1973 al 2011) recentemente donate.

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