PER PICCINA CHE TU SIA ...

Paolo Portoghesi, Banca popolare del Molise a Campobasso, 1985, Galleria civica di Modena

“Il bello di essere architetto è che puoi camminare nei tuoi sogni”, sosteneva Harold Wagoner.

Proprio il desiderio di offrire al visitatore l’opportunità di camminare in mezzo ai sogni degli architetti ci ha spinto a concepire Macchine per abitare, una selezione delle opere della nostra collezione che mette in scena sulle pareti di Palazzo Santa Margherita sia i sogni tradotti in forme concrete, restituiti e interpretati dall’occhio e dal sentimento dei fotografi, sia quelli rimasti come tali sulla carta, la cui unica testimonianza è affidata a tratti rapidi e sfuggenti di matita o d’inchiostro.

In buona parte, com’è naturale, anche la personale di Gabriele Basilico allestita alla Palazzina dei Giardini si lega al tema architettonico, con immagini – frutto di tre campagne sul territorio  del 1994, 2001 e 2011 – che rappresentano prevalentemente edifici e vedute di Modena e del suo circondario. Meno conosciuta al grande pubblico, ma di grandissimo interesse, appare la serie Dancing in Emilia, realizzata da Basilico nel 1978, oggi di ritorno alla Galleria civica di Modena che la espose per la prima volta nel 1980.

Realizzate quasi per intero attingendo dal patrimonio del museo, solo in parte ricorrendo a prestiti di prestigiose istituzioni culturali – la Fondazione Fotografia di Modena, l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e la Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti – le mostre presentano in totale oltre duecento opere, tra fotografie, disegni, progetti d’architettura, e propongono un’ampia selezione di materiale inedito, o comunque, mai esposto in precedenza, come è il caso dei disegni di Cesare Leonardi che la Galleria civica ha recentemente ottenuto in deposito dal celebre architetto e designer modenese. Di particolare rilievo il ricco nucleo di carte donato da Tullio Zini, uno dei protagonisti della ricerca e della pratica architettonica contemporanea, al quale siamo ulteriormente grati per le parole, illuminanti e autentiche, con le quali ci ha introdotto al suo lavoro. Un ringraziamento speciale va alla Regione Emilia-Romagna per il suo sostegno e all’Ufficio Ricerche di Storia Urbana del Comune di Modena, senza il prezioso lavoro del quale oggi mancherebbe un tassello significativo al progetto d’insieme. Il tema della casa e quello del costruire sottendono ad un paesaggio variamente abitato da piste da ballo e periferie urbane, scorci di architetture e aree industriali dismesse, singoli edifici e visioni urbane d’insieme, humus sul quale ha trovato le sue fondamenta La casa delle anime, il racconto ispirato alla dimora eterna di cui Ermanno Cavazzoni ha voluto farci dono.

Spazio alle collaborazioni, con gli Amici della Musica di Modena e con diverse personalità del mondo della cultura, per le iniziative illustrate in agenda di cui saranno protagonisti il sassofonista David Brutti e il fotografo Giancarlo Pradelli.

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