STRUTTURE

Archivio Leonardi

Cesare Leonardi, Strutture, 1956, Archivio Leonardi

Nell’aprile del 1956 Cesare Leonardi accompagna lo zio materno alla Fiera campionaria che si tiene a Milano. L’attività e la fama di architetto sono ancora lontane: è un giovane di 21 anni pieno di curiosità, non è ancora iscritto all’università e visita per la prima volta una fiera di quelle dimensioni.
Osserva con interesse le altissime gru e ponteggi in tubi innocenti che affollano il piazzale principale. Alcune strutture hanno un’articolazione più complessa (coperture ondulate, volte, cupole) e sono utilizzate dai produttori per mostrare la libertà formale consentita dalla rotazione dei giunti di collegamento.
Di ritorno prende carta e penna e rielabora ciò che lo ha maggiormente colpito. Disegna gru che svettano l’una a fianco dell’altra sovrapponendosi in fitte trame strutturali, raffigurandole sia parallele tra loro, come gli erano apparse in lontananza, sia scorciate. Rappresenta anche telai simili a “nuvole” che si infittiscono e si diradano, forme scaturite dall’osservazione delle coperture in tubi.
Alla luce della ricerca progettuale da lui condotta negli anni seguenti questo episodio appare significativo ed emblematico. La struttura, nelle diverse accezioni, è sempre al centro del suo lavoro: la struttura degli alberi, per esempio, intesa come portamento di ogni singola specie (ricerca che lo impegna per oltre vent’anni fino alla pubblicazione, nel 1982, del volume L’Architettura degli Alberi (1); le strutture verdi, come Leonardi chiama i parchi che progetta tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta con Franca Stagi; le strutture provvisorie che contraddistinguono i suoi progetti per le Feste de l’Unità (totem, padiglioni, percorsi).
Impossibile infine non richiamare l’affinità dei disegni del 1956 con una delle sue sperimentazioni più mature, quella sulla Struttura Reticolare Acentrata (S.R.A.). La S.R.A. è un metodo per la progettazione di parchi e del territorio (2) basato sull’elaborazione grafica di una “maglia” di poligoni irregolari accostati tra loro. Aste e nodi di collegamento definiscono il confine di ogni poligono, cioè di ogni porzione di superficie in cui viene suddiviso il territorio: così facendo è possibile associare ad ogni poligono funzioni e caratteristiche specifiche (un prato, oppure un frutteto, un lago, ecc.), affidare alle aste che lo delimitano i compiti di collegamento tra le parti (strade, ciclabili, ecc.), collocare nei nodi elementi puntuali da distribuire sul territorio (per esempio alberi, o spazi di aggregazione).
Per Leonardi la necessità di dare struttura al territorio coincide con la volontà di dare struttura al proprio modus operandi, definire cioè regole progettuali e limiti entro cui muoversi. Non si tratta di un sistema rigido e ripetitivo, quanto piuttosto di uno strumento “guida” della progettazione che rifiuta l’arbitrarietà e la casualità. La maglia della S.R.A, come hanno dimostrato i progetti di concorso in cui è stata applicata, consente una sorprendente libertà grazie alle infinite possibili destinazioni d’uso dei singoli elementi e dalla flessibilità e trasformabilità del sistema asta-nodo.
L’unica applicazione concreta è il parco di Bosco Albergati a Castelfranco Emilia, nella pianura tra Modena e Bologna. Il progetto, del 1988, ha definito l’espansione del bosco storico adiacente l’antica Villa Albergati attraverso un nuovo parco di 40 ettari, nel quale circa seimila piante sono state messe a dimora nei nodi del tracciamento reticolare.

 

Note

1 Cesare Leonardi, Franca Stagi, L’Architettura degli alberi, Mazzotta, Milano 1982.

2 Vedi Giancarlo Martinelli (a cura di), Cesare Leonardi-Struttura Reticolare Acentrata ovvero la frantumazione del centro, su “L’arredo della città”, gennaio-marzo 1988.

loading