MEZZO SECOLO D'ARTE

Mauro Bini

Giuliano Della Casa, senza titolo, 2012, litografia, serie 20/20<br />
Galleria civica di Modena

Recentemente le collezioni della Galleria civica di Modena sono state arricchite da una importante donazione costituita da circa 200 grafiche.

Il 23 luglio 1962 venne costituita a Modena la “Cooperativa per la diffusione dell’opera artistica”, poi trasformata in Associazione.

Gli scopi istituzionali furono determinati nella distribuzione ai soci di opere grafiche di artisti italiani e stranieri e nella promozione e partecipazione ad iniziative per la conoscenza dell’arte. L’idea era nata da un gruppo di amici, appassionati e attivi frequentatori della neonata Sala di Cultura, luogo deputato al dibattito e al confronto ma, soprattutto, primo spazio espositivo pubblico cittadino, appositamente ideato per rispondere alla crescente domanda di cultura da parte delle nuove generazioni: dalle arti figurative al cinema, dalla musica al teatro, a tutte le espressioni del pensiero e dell’ideazione.

L’azione dell’Associazione aveva una duplice finalità: quella di favorire la diffusione su larga scala del lavoro creativo degli artisti, sia quelli già noti, sia i più giovani desiderosi di misurarsi e di proporre nuovi stilemi espressivi, e quella di incentivare, in ragione del basso costo, il collezionismo anche tra gli appassionati appartenenti ai ceti più modesti. Fu un’attività intensa, seguita e apprezzata per diversi decenni non solo a Modena, e ne furono artefici alcune delle personalità – in primo luogo l’ex sindaco Rubes Triva e Martino Righi, che ne è stato il presidente nell’ultimo trentennio – che, nei loro specifici ruoli, si adoperarono per far crescere la cultura e la passione per l’arte nella nostra città.

I primi protagonisti furono ovviamente gli artisti, che aderirono alle proposte del Consiglio con opere significative appositamente create e corrisposero, spesso con disinteresse, alle modeste possibilità finanziarie di un’Associazione senza scopo di lucro. L’elenco degli “Amici-Artisti” annovera nomi importanti dell’arte del secondo Novecento italiano e qualche presenza significativa europea. Da sottolineare la meritevole apertura verso gli artisti più giovani e, ovviamente, verso gli artisti modenesi. Le 278 opere distribuite ai soci (344 se si aggiungono le iniziative collaterali extra quota associativa, come le tre cartelle dedicate alla Resistenza italiana ed europea nel 1975), sono state create da 162 artisti, di cui 50 modenesi, di nascita o d’adozione.

Accanto alla distribuzione annuale riservata ai soci (150 stabili per diversi anni, quando occorreva attendere qualche defezione per potersi iscrivere), vanno ricordate alcune altre iniziative: i 5 cataloghi, uno per decennio, con tutte le opere prodotte; alcune presentazioni pubbliche di opere scelte; una serie di gemellaggi che hanno consentito la costituzione di esperienze analoghe a Finale Emilia, a Livorno e a Milano; le numerose donazioni di opere a istituzioni pubbliche e associazioni e la consegna di fondi al Comune di Concordia per interventi socio-culturali postterremoto, grazie alla sottoscrizione di opere grafiche messe a disposizione da Giuliano Della Casa; i rapporti con le stamperie d’arte e, per l’ultimo trentennio, la stretta collaborazione con il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena di Roberto Gatti.

Il 25 ottobre 2012, con un incontro pubblico nella Sala del Consiglio Comunale, l’Associazione ha decretato la conclusione della sua cinquantennale esperienza. La ragione della cessazione consiste essenzialmente nella presa d’atto del cambiamento dei tempi. L’Associazione era stata ideata in un momento di grande crescita economica ed evoluzione culturale del Paese, con un mercato dell’arte di modestissima entità riservato ad una élite; condizioni che permettevano nuova creatività e nuovi strumenti di promozione.

Ma il consolidamento del mercato artistico nei successivi decenni e l’insorgenza di tante iniziative artistico-culturali di alto profilo per rispondere ad una crescente domanda hanno di fatto “coperto” gli intenti originari del club. L’evoluzione socio-economica e quella tecnologica hanno rimesso in discussione il concetto di arte, le sue forme espressive e le sue modalità esecutive; il mercato è diventato ampio, aperto e conoscibile, di dimensione internazionale, accessibile ai collezionisti mediante strumenti informatici.

Il modo più meritevole per uscire consapevolmente di scena è stato quello di lasciare alla Comunità modenese l’intera testimonianza di una bella esperienza. La decisione di donare la propria collezione di opere grafiche alla Galleria civica di Modena e la documentazione d’archivio alla Biblioteca Poletti permetterà di conservare la memoria di un frammento creativo di un nutrito gruppo di persone che, volontariamente e con passione, hanno cercato di essere interpreti e partecipi di un affascinante periodo storico per l’arte italiana.

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