DANIEL SPOERRI. EAT ART IN TRANSFORMATION

Daniel Spoerri, Table Ben, 1990 collezione privata, Modena, foto Paolo Terzi.

“Vedete, i nostri due istinti più importanti sono nutrirsi e riprodursi – disse nel 1970 Daniel Spoerri durante un banchetto – ma sull’argomento del sesso sono già tanti quelli che vogliono dire la loro. A me interessa piuttosto – e si tratta in effetti del mio problema più intimo – la questione di come si sopravviva; e cioè anzitutto se si debba sopravvivere, e da quali punti di vista. [...] Il tema che chiamiamo un po’ pacchianamente Eat Art è così ampio da comprendere la decadenza, ma anche l’atto creativo del rinascere. E fare della vita un’opera d’arte mi sembra un modo delizioso per impiegare il proprio tempo”.

Queste parole dell’artista svizzero Daniel Spoerri (1930) sono un’introduzione perfetta alla mostra Daniel Spoerri. Eat Art in transformation che aprirà a Palazzo Santa Margherita e alla Palazzina dei Giardini di Modena il prossimo 10 ottobre (inaugurazione alle ore 18.00), dopo la prima tappa al m.a.x. museo di Chiasso in Svizzera, dove resterà aperta fino al 30 agosto 2015. A cura di Susanne Bieri, Antonio d’Avossa, Nicoletta Ossanna Cavadini, la mostra, realizzata e coprodotta dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il m.a.x. museo di Chiasso, resterà aperta fino al prossimo 31 gennaio.

Daniel Spoerri, nato come danzatore e coreografo nella Berna degli anni Cinquanta, divenuto inventore di un nuovo linguaggio artistico, autore di ricette e menù, anima di ristoranti, e perfino, attore, attraverso la sua poetica ha messo in discussione conformismo, luoghi comuni, certezze. Un maestro che ha trasformato il nutrimento in un interlocutore privilegiato, in un vero e proprio trait d’union tra arte e vita. Nel percorso espositivo opere che vanno da un primo periodo di sperimentazione legato alla rivista “Material” (1955-1961), ai multipli cinetici, ai celebri tableaux-pièges, “quadri trappola”, composizioni casuali di residui di cibo e stoviglie usate, intrappolati nella resina e disposti in verticale, come quadri, oggi in collezione nei più prestigiosi musei di tutto il mondo – fino alla scultura e a importanti documenti d’archivio. Focus, naturalmente, sull’epocale attrazione dell’uomo nei confronti del cibo. In mostra anche le ricette d’artista, appunti e i menù del Restaurant Spoerri di Düsseldorf (1968) fino al Bistrot di Santa Marta realizzato per la Fondazione Mudima di Milano (2014). Un’intera sezione sarà dedicata alla grafica: presenti fogli, elaborati, manifesti, annunci. Lettere e documenti saranno invece testimoni dei rapporti di Spoerri con gli artisti contemporanei, tra i quali, Jean Tinguely, Marcel Duchamp, Man Ray, Meret Oppenheim, Ben Vautier. Le opere provengono dalla collezione dell’artista, dalla Biblioteca nazionale svizzera di Berna che custodisce l’archivio di Spoerri e da importanti gallerie e collezionisti europei. A Modena la mostra si arricchisce di una sezione che attinge alle collezioni del tessuto regionale con pezzi per lo più inediti messi a disposizione da generosi collezionisti. Non manca nulla in questo originale, quanto unico, allestimento che si presenta al visitatore quasi come una tavola apparecchiata, alla quale chiunque può, metaforicamente, accedere.

La mostra Daniel Spoerri. Eat art in transformation è realizzata con il patrocinio di Expo Milano 2015

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