THE TOY BOY

John Lennon

“I don’t believe a word of it, 
I think it’s too absurd of it, 
It’s just an Old Wives’ Tale, I bet, 
The silliest and softest yet. 
Imagine, if it walked and that,
Surely it would crush us flat! 
It’s such a giant thing, you know. 
All in all, it goes to show 
How stupid can you be?”

This was Ralph the Elephant,
Talking loud and eloquent,
Bossing all the Bears and Cats,
All the Dogs and Policemen’s Hats,
Shouting down the Wise Old Shoe,
Who said that what he said was true.
“I don’t care what you say to me.
I’ve been on his foot, you see?” 
And he had.

“I’ve heard it squeaking,” said the Horse.
“Though I can’t be sure! of course—
I could have sworn it climbed on me
When I was asleep, you see!” 
“What nonsense!” Ralph replied at length.
“Do you think it has the strength?
I call this meeting to a close.
All in favor—raise their nose.
We’ll take a vote!”

“Unfair, unfair!” the Toys all said.
“Shoes and Hats have got no head!”
“How can they vote, I ask you now?”
Said the Brown but Friendly Cow.
“We’ll wait until the break of day, 
To prove the truth of what we say.”
“Agreed, agreed!” said Sydney Shoe,
Who felt he was the one who knew.
He probably was.

The Clock struck eight, as clocks will do,
At eight o’clock—that’s nothing new
Except that this clock never could,
Unless you asked it if it would.
The clock obligingly conferred,
“I will not chime unless I’m heard!”
He was an artiste, so you see—
He didn’t like to chime for free!
You know how it is.

As it struck, the room went dead.
A little voice came from the bed.
“Is anybody there?” it spoke.
“Or is this someone’s kind of joke?
I could have sworn I heard a voice—
Perhaps me grannie made the noise,
Her early-warning coughing fit
As she gets her ciggie lit— 
But I doubt it.

“I’m sure it came from over there,
From my toys, beneath the chair.
I can’t believe it—but it’s true
Somebody has moved my shoe!
The one I got from Uncle Tom,
Who said he only needed one.
And Elephant and Carol Cow,
They must have moved—I wonder how?
It’s most peculiar!

“I think I ought to tell my dad.
I have no secrets,” said the lad.
“And Mother, she’s a right to see
All this nonconformity.”
So he went and told them all,
And suddenly he felt so small,
Because they took him in the car
To see that awful Doctor Parr,
Who certified him.
There you are.

Short story in verse first published in "McCall's", December 1965

 

Traduzione e adattamento Donatella Franzoni

“Non credo a una parola, sai,
È tutto troppo assurdo, sai,
È solo una storiella, penso,
Bizzarra e senza senso.
Immagina, se camminasse e tutto,
Ci schiaccerebbe sì di brutto!
È così grande e grosso, è un fatto.
Insomma, ciò comprova, esatto,
Quanto puoi essere stupido?”

Così disse Ralph l’Elefante,
Parlando forte ed eloquente, 
Mettendo in riga Orsi e Gatti,
Cappelli Poliziotto e i Cani tutti,
La Saggia Vecchia Scarpa, poi zittendo,
Lei diceva di non stare mentendo.
“Non mi importa quel che riferisci.
Son stata al suo piede, lo capisci?”
Ed era così.

“L’ho sentito strillare”, disse il Cavallo. 
“Sebbene anch’io potrei essere in fallo!
Giurerei che su di me lui sia montato
Sapete, quando ero addormentato!”
“Che idiozia!” replicò Ralph con baldanza.
“Pensate che lui sia forte abbastanza?
Dichiaro infine chiusa la seduta.
Alzi il naso chi ha questa veduta.
Procediamo al voto!”

“Iniquo, iniquo!” i Giochi fecero protesta.
“Scarpa e Cappello sono senza testa!”
“Come possono votare? No, non vale!”
Disse la Mucca Marrone ma Cordiale.
“Aspetteremo il sorgere del sole,
Vedrete che non son solo parole.”
“Deciso, deciso!” Sidney Scarpa disse,
Le sue idee erano salde e fisse.
Forse aveva ragione.

L’Orologio batté le otto, come da copione
Alle otto in punto – in genere non v’è eccezione.
Però questo orologio lo faceva,
Soltanto quando glielo si chiedeva.
L’orologio decretò seppur garbato,
“Non suonerò se non sarò ascoltato!”
Era un artista, pertanto è evidente –
Non gli piaceva suonar gratuitamente!
Sapete com’è.

Quando batté, la stanza si paralizzò.
Un vocina venne dal letto e così parlò:
“Ma c’è qualcuno lì?” fu il quesito. 
“O è uno scherzo quello che ho udito? 
Potrei giurare, ho sentito una vocetta –
Forse è il rumore della mia nonnetta,
L’attacco di tosse che ci si aspetta
Quando lei fuma una sigaretta –
Ma ne dubito.”

“Veniva sono certo da codesta zona,
Dai miei giochi, sotto la poltrona.
Non posso crederci – ma è assodato
Qualcuno la mia scarpa ha spostato!
Quella ricevuta dallo Zio Tommaso,
Diceva ne bastava una nel suo caso.
La Mucca Carolina e l’Elefante,
Com’è che si son mossi? mi chiedo titubante.
È veramente strano!”

“Penso che dovrei dirlo a papà.
Non ho segreti, dirò la verità.
E Mamma deve veder, senza ostracismo
Tutto questo anticonformismo.”
Così andò a dirlo a tutti a tu per tu,
Ma poi si sentì piccolo ancor più,
Perché lo misero in un’automobile
Per andar dal terribile Dottor Nobile,
Che lo dichiarò pazzo.
Ecco qui.

Racconto in versi pubblicato per la prima volta su "McCall's", dicembre 1965

 

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